Percorso intensivo
Intensivo sul Chi Sono Io
Prima dei ruoli, delle definizioni e delle idee che hai costruito su di te.
Un’esperienza dedicata a osservare ciò che rimane quando, anche solo per un momento, smettiamo di identificarci con i pensieri, i ruoli e le definizioni che abitualmente chiamiamo “io”.
Non cercare una nuova definizione. Osserva quelle che sono già presenti.
01 La domanda
Chi sono io, prima di ogni definizione?
Quando ci viene chiesto chi siamo, spesso rispondiamo attraverso il nostro nome, il lavoro, le relazioni, la storia personale o il modo in cui ci descriviamo.
Sono risposte reali e utili, ma rappresentano soltanto alcuni degli strati attraverso cui costruiamo l’immagine di noi stessi.
L’intensivo non propone una nuova definizione da aggiungere alle precedenti. Invita invece a osservare direttamente ciò che accade quando queste risposte vengono, per un momento, lasciate sullo sfondo.
Le 4 domande Chi sono io? Che cos’è la vita? Chi è l’altro essere umano? Che cosa sono io? Ci guidano a scoprire i 4 punti cardinali con cui orientarsi nella vita, ci scortano ad incontrare delle verità soggettivamente assolute che vanno oltre il ragionamento e oltre ogni possibile azione mentale.
02 L’esperienza
Uno spazio in cui rallentare, osservare e incontrare più direttamente ciò che sta accadendo.
Non si tratta di trovare una risposta migliore.
Si tratta di creare le condizioni per osservare più chiaramente il modo in cui costruiamo, momento dopo momento, l’idea di chi siamo.
Riconoscere
Portare attenzione alle definizioni, ai ruoli, alle immagini e alle narrazioni attraverso cui siamo abituati a riconoscerci.
Ciò che conoscoOsservare
Accorgersi di pensieri, emozioni e reazioni senza doverli immediatamente spiegare, modificare o trasformare.
Ciò che accadeLasciare spazio
Sperimentare cosa emerge quando le risposte abituali non vengono eliminate, ma smettono per un momento di occupare tutto lo spazio.
Ciò che rimaneUn’indagine diretta
L’esperienza non richiede di smettere di pensare o di rinunciare alla propria storia. Invita a vedere che nessuna singola definizione può contenere completamente ciò che siamo.
03 A chi è rivolto
Non è necessario sapere esattamente cosa stai cercando.
A volte il punto di partenza non è una risposta, ma la percezione che le definizioni abituali non riescano più a raccontare completamente ciò che stiamo vivendo.
Non una risposta da raggiungere, ma uno spazio da attraversare.
L’ intensivo incontra chi sente il bisogno di fermarsi e osservare con maggiore chiarezza il proprio modo di percepirsi e riconoscersi.
Quando i ruoli iniziano a stare stretti
Quando il lavoro, le relazioni o le responsabilità descrivono una parte della tua vita, ma non sembrano più sufficienti a raccontare chi sei.
Quando riconosci schemi ricorrenti
Quando osservi pensieri, reazioni o modalità che tendono a ripetersi e desideri incontrarle da una diversa prospettiva.
Quando emerge una domanda più profonda
Quando, anche senza sapere ancora come formularla, senti una domanda che non riguarda soltanto ciò che fai, ma il modo in cui esisti.
Quando desideri fare esperienza
Quando non cerchi soltanto nuove informazioni, ma uno spazio concreto in cui osservare, ascoltare e sperimentare direttamente.
Nessun requisito iniziale
Non è necessario avere esperienza con la meditazione, con il lavoro sul respiro o con altri percorsi di consapevolezza.
È sufficiente la disponibilità a partecipare, a osservare ciò che emerge e a lasciare temporaneamente aperta la domanda.
04 Come si svolge
Le diverse pratiche non sono momenti separati, ma parti di un’unica esperienza di osservazione.
Un’esperienza costruita attraverso diversi livelli.
L’intensivo alterna momenti di esplorazione personale, pratiche guidate, ascolto corporeo, respiro, condivisione e silenzio.
La struttura sostiene il processo senza stabilire in anticipo ciò che ogni partecipante dovrebbe comprendere o sperimentare.
Ogni livello apre una prospettiva diversa sulla stessa domanda.
Entrare nell’esperienza
Ascolto del corpo
Il corpo diventa il primo spazio di osservazione: postura, sensazioni, tensioni, movimento e qualità della presenza.
Non si cerca una condizione ideale, ma si parte da ciò che è già presente nel momento.
Rendere visibile
Respiro e mente
Il corpo, i sensi, il respiro e la mente diventano strumenti per entrare in contatto con ciò che rimane normalmente sullo sfondo: chi osserva tutto ciò. Chi sta percependo ciò che c’è nel momento presente.
La pratica richiede solo attenzione, gradualità e disponibilità a conoscere la verità.
Restare nella domanda
Indagine personale
Praticando la tecnica dell’Intensivo, una Meditazione particolare svolta in coppia per la maggior parte del tempo, si osservano, esplorano e decostruire Shōko le varie identità accumulate nel tempo.
La ricerca non consiste nel trovare rapidamente una nuova risposta, ma nel vedere con maggiore chiarezza come nasce quella abituale.
Lasciare sedimentare
Silenzio e integrazione
Alcuni momenti sono dedicati al silenzio, all’ascolto e alla possibilità di lasciare sedimentare ciò che è emerso.
La condivisione offre uno spazio per dare voce all’esperienza senza doverla spiegare completamente o trasformarla in una conclusione.
Durante l’intensivo
Un’unica tecnica, differenti esplorazioni.
Imparare la tecnica di meditazione dell’intensivo.
Pratica intensiva della tecnica.
Il rispetto del silenzio.
Uno spazio senza giudizio.
Esprimersi completamente e accettarsi mutuamente.
CHI SONO IO?
Che Cos’è la vita?
Chi è l’altro essere umano?
Che cosa sono io?
Il percorso ha una struttura, ma rimane aperto all’esperienza reale del gruppo e di ogni partecipante.
Anche se tra partecipanti c’è l’accordo di mantenere il silenzio, in ogni momento è possibile rivolgersi al team dell’Intensivo per domande, sostegno o qualsiasi altra necessità senza disturbare la ricerca altrui.
05 Cosa può emergere
Non un risultato da raggiungere, ma possibilità che possono diventare visibili durante il percorso.
Quando le identificazioni si fanno meno compatte, appare spazio.
Ogni persona attraversa l’esperienza in modo diverso. Ciò che emerge non può essere previsto, ma può essere incontrato con maggiore presenza e disponibilità.
Gli strati rimangono presenti, ma non occupano più necessariamente tutto il campo dell’esperienza.
Maggiore chiarezza
Vedere con precisione come pensieri, emozioni, esperienze passate e aspettative costruiscono l’immagine che abbiamo di noi stessi.
Riconoscimento degli automatismi
Divenire più consapevoli dei pattern che si ripetono, delle reazioni immediate e delle narrazioni interiori per liberarsi dagli automatismi e tornare ad essere liberamente noi.
Una relazione diversa con chi sei tu
Permettersi di esistere così come siamo. Sensazioni, emozioni e pensieri osservati da un individuo che continua ad essere senza identificarsi con ciò di cui è consapevole.
L’esperienza non definisce
Allarga i nostri orizzonti di consapevolezza.
Presenza vera in apertura
Stare nel presente senza l’abituale filtro della memoria dell’abitudine o dell’aspettativa.
La possibilità
Continui ad avere una storia, e riconoscere che la tua storia non esaurisce e non definisce ciò che sei.
Un percorso aperto
L’intensivo non promette uno stato permanente, una trasformazione uguale per tutti o una risposta definitiva alla domanda.
Offre uno spazio strutturato in cui osservare, fare esperienza e riconoscere ciò che, nel momento, è disponibile a essere visto.
06 Chi conduce
Accompagnare non significa indicare una risposta, ma sostenere uno spazio in cui possa emergere un’esperienza diretta.
L’esperienza viene accompagnata da Andrea Michielan.
Il suo lavoro consiste nel creare un solido campo di attenzione in cui possano fiorire le relazioni e si possano creare le condizioni adatte, affinché la persona possa vivere tutto con maggior presenza e incontrare la verità di chi, in essenza, è.
Il lavoro parte dall’esperienza presente: dal corpo, dal respiro e dal modo in cui entriamo in relazione con ciò che accade.
Il mio modo di accompagnare
Ti sostengo creando lo spazio e le condizioni ideali in cui tu possa osservare direttamente chi sei, giungere alla verità in modo autonomo, lasciando da parte le conclusioni che hai imparato o ti hanno insegnato a costruire su di te.
Nel mio lavoro il corpo non è qualcosa da superare, ma il primo luogo in cui l’esperienza diventa percepibile. Il respiro rende visibili tensioni, ritmi, reazioni e possibilità che spesso rimangono fuori dalla nostra attenzione.
La domanda “Chi sono io?” non viene affrontata come un problema teorico. Diventa un’indagine concreta, vissuta attraverso la presenza, la relazione, il silenzio e ciò che emerge nel momento.
Partire da ciò che c’è
Senza richiedere di raggiungere subito una condizione diversa o migliore.
Rispettare il processo
Ogni persona attraversa l’esperienza con tempi, sensibilità e modalità differenti.
Non imporre una risposta
L’accompagnamento sostiene la domanda senza trasformarla in una nuova definizione.
L’approccio
Corpo, respiro e consapevolezza non sono elementi separati.
Corpo
Il luogo immediato in cui possiamo percepire tensioni, confini, reazioni e qualità della nostra presenza.
Respiro
Un accesso diretto alla relazione tra dimensione fisica, emozionale e stato del sistema nervoso.
Relazione
Lo spazio in cui diventano visibili abitudini, difese, aspettative e modalità di incontro.
Consapevolezza
La possibilità di osservare ciò che accade senza identificarsi immediatamente con ogni pensiero o reazione.
Il ruolo di chi accompagna
Custodire lo spazio, offrire strumenti e lasciare che l’esperienza appartenga realmente a chi la attraversa.
Le prossime occasioni per attraversare l’esperienza dell’intensivo sul Chi Sono Io.
La domanda prende forma nell’esperienza condivisa.
Consulta le prossime date e scegli l’incontro più adatto al momento che stai attraversando. Ogni edizione è uno spazio completo, aperto anche a chi partecipa per la prima volta.
Il prossimo incontro non è ancora stato pubblicato.
Le nuove date dell’Intensivo sul Chi Sono Io verranno aggiunte qui non appena saranno disponibili.
Richiedi informazioniLa domanda resta la stessa, ma prende forma attraverso le persone che scelgono di attraversarla.
Domande frequenti
Prima di attraversare la domanda, può essere utile chiarire qualche dubbio.
L’Intensivo sul Chi Sono Io è un’esperienza che può essere difficile comprendere completamente prima di viverla. Qui trovi alcune indicazioni per avvicinarti al percorso con maggiore chiarezza.
È un’esperienza dedicata all’esplorazione della domanda “Chi sono io?”, non come esercizio puramente mentale, ma come occasione per osservare più profondamente il modo in cui vivi, percepisci e riconosci te stesso.
L’obiettivo non è trovare una definizione da imparare, ma creare le condizioni per entrare in contatto con ciò che emerge dall’esperienza diretta.
No. Non è necessario aver già partecipato ad altri percorsi o avere esperienza con pratiche di consapevolezza, yoga o respirazione.
Puoi arrivare esattamente dal punto in cui ti trovi. Ciò che conta è la disponibilità a osservare, ascoltare e attraversare l’esperienza con apertura.
No. Non è necessario sapere già cosa vuoi comprendere o avere una questione specifica da risolvere.
La domanda “Chi sono io?” è già il punto di partenza. Durante l’esperienza possono emergere osservazioni, intuizioni e aspetti di te che prima non erano completamente visibili.
L’intensivo crea uno spazio dedicato all’osservazione, all’ascolto e all’esperienza della domanda centrale del percorso.
Più che anticipare ciò che dovrà emergere, il lavoro permette a ciascuna persona di incontrare ciò che si manifesta nel proprio processo, momento dopo momento.
L’esperienza viene attraversata insieme ad altre persone, ma il processo resta profondamente personale.
La presenza del gruppo non serve a confrontarsi o a raggiungere tutti lo stesso risultato: diventa parte dello spazio in cui ciascuno può osservare e vivere la propria esperienza.
Le prossime date disponibili vengono pubblicate direttamente nella sezione “Prossimi incontri” di questa pagina.
Per ogni evento trovi le informazioni specifiche relative a data, orario, luogo e disponibilità. Se hai un dubbio prima di partecipare, puoi contattarmi direttamente.
Se senti che questa esperienza ti chiama ma hai ancora una domanda, possiamo parlarne.